sabato 6 dicembre 2008
lunedì 24 novembre 2008
lunedì 17 novembre 2008
QUAGLIE AL G 20
Si è aperto a Washington con una cena alla Casa Bianca offerta dal presidente americano George W. Bush il vertice G20 per discutere della crisi finanziaria internazionale.
La colazione caratterizzata da un impegnativo menù internazionale a base di quaglia affumicata, ricoperta da `gastriquè (salsa francese) di mela cotogna, risotto di quinoa (varietà sudafricana), costata di agnello al timo con pomodoro, finocchio e melanzana fonduta, ornata con salsa di funghi Chanterelle, misto di insalata e scarola con vinaigrette al sidro, brie del Vermont al forno, crostini di noce e dessert torta di pere con mirtilli. Il tutto, per dimenticare gli effetti della crisi, accompagnato da vini rigorosamente californiani
Il summit riunisce attorno a un tavolo i capi di Stato e di governo dei maggiori Paesi industriali ed emergenti: la tradizionale formazione del G7 (Usa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada) allargata tra gli altri anche a potenze economiche come Cina, Russia, Australia, Brasile e Arabia Saudita. Al vertice che si chiuderà oggi pomeriggio, l’Italia è rappresentata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accolto ieri da Bush, alla probabile suia ultima uscita internazionale, con un caloroso abbraccio.
Per discutere di crisi economica e riforme del sistema finanziario sono riuniti alla Casa Bianca i capi di Stato di governo di Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, canada, Argentina, Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia, Arabia saudita, Sudafrica, Corea del sud, Turchia, (più Spagna e Olanda). Oltre ai rappresentanti del Fondo monetario internazionale, la Banca Mondiale, l’Unione europea e le Nazioni Unite.
15 novembre 2008
La colazione caratterizzata da un impegnativo menù internazionale a base di quaglia affumicata, ricoperta da `gastriquè (salsa francese) di mela cotogna, risotto di quinoa (varietà sudafricana), costata di agnello al timo con pomodoro, finocchio e melanzana fonduta, ornata con salsa di funghi Chanterelle, misto di insalata e scarola con vinaigrette al sidro, brie del Vermont al forno, crostini di noce e dessert torta di pere con mirtilli. Il tutto, per dimenticare gli effetti della crisi, accompagnato da vini rigorosamente californiani
Il summit riunisce attorno a un tavolo i capi di Stato e di governo dei maggiori Paesi industriali ed emergenti: la tradizionale formazione del G7 (Usa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada) allargata tra gli altri anche a potenze economiche come Cina, Russia, Australia, Brasile e Arabia Saudita. Al vertice che si chiuderà oggi pomeriggio, l’Italia è rappresentata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accolto ieri da Bush, alla probabile suia ultima uscita internazionale, con un caloroso abbraccio.
Per discutere di crisi economica e riforme del sistema finanziario sono riuniti alla Casa Bianca i capi di Stato di governo di Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, canada, Argentina, Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia, Arabia saudita, Sudafrica, Corea del sud, Turchia, (più Spagna e Olanda). Oltre ai rappresentanti del Fondo monetario internazionale, la Banca Mondiale, l’Unione europea e le Nazioni Unite.
15 novembre 2008
martedì 7 ottobre 2008
giovedì 11 settembre 2008
Quaglietta è in provincia di Avellino...
FILATELIA: QUANDO UN PAESE DEVE IL NOME A UN UCCELLO /ANSA MOSTRA A TRIESTE, FRA CHICCHE, CURIOSITÀ,
FRANCOBOLLI E STORIA (di Roberto Ritondale) (ANSA) - TRIESTE, 10 SET - C'è Gallina, in provincia di Reggio Calabria, ma anche
Strangolagalli, a venti chilometri da Frosinone, Quaglietta nell'Avellinese e Pollastra nell' Alessandrino: non mancano davvero i paesi
che in Italia devono il proprio nome a uccelli, volatili e pennuti di ogni genere.
Unendo due passioni, quella per la filatelia e quella per la toponomastica, il collezionista privato Gianfranco Gurian di Martellago
(Venezia) ha messo insieme una serie di documenti, reperti e testimonianze che da oggi sono in mostra a Trieste, in una singolare
esposizione nella sala centrale del «Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa».
In pratica - spiega la direttrice del museo triestino, Chiara Simon - l'origine delle località «è ricercata attraverso l'uso, assolutametne
originale, di documenti filatelici quali francobolli, cartoline, lettere e timbri rossi».
La mostra è divisa in quattro sezioni. Nella prima ci sono le località che traggono il nome direttamente da quello di un uccello, come
Monfalcone (Gorizia), che si richiama ai falchi pellegrini, Montepaone (Catanzaro), che trae spunto ovviamente dal pavone, e Nibbiola
(Novara), che deve il suo nome al nibbio reale. Spesso bisogna anche tornare all'origine latina dei nomi, ad esempio per Ardea (Roma),
che si richiama all'airone, o per Cessa Palombo (Macerata) che deriva dal latino «cesa palumbus» che letteralmente significa «bosco
del colombo».
Ci sono poi le località (raggruppate nella seconda sezione) che traggono il nome da un uccello per casuale omonimia, ad esempio
Albanella (Salerno) o Cicagna (Genova) che nel tempo, grazie all'idea di un arguto cittadino, è diventato «il paese delle cicogne».
Nella terza sezione uccello e toponimo derivano il nome dal medesimo soggetto, come Marzolara (Parma), dove nel mese di marzo
arrivano appunto le marzaiole per nidificare.
Infine, nella quarta sezione, ci sono i paesi il cui nome è in qualche modo legato al mondo avicolo, come Gabbiana (Mantova),
Pennabilli (Pesaro), Ala (Trento) e Gabbioneta (Cremona).
Non mancano le chicche guardando questa mostra intitolata «Uccelli nella toponomastica italiana». Una lettera, inviata a Oriolo
Romano (Viterbo), risale addirittura al 1635, ovvero all'epoca cosiddetta prefilatelica: il francobollo è stato inventato soltanto nel 1840, in
Inghilterra.
Un documento del 1774 dimostra invece che in Finlandia si applicavano sulle lettere, con il sigillo di ceralacca, delle penne di uccello:
una penna significava urgente, due urgentissimo e tre «correre notte e giorno per consegnarla».
Davvero altri tempi, quelli in cui un messaggio poteva essere affidato persino a un efficiente piccione viaggiatore.
La mostra resterà aperta fino al 6 ottobre. (ANSA).
FRANCOBOLLI E STORIA (di Roberto Ritondale) (ANSA) - TRIESTE, 10 SET - C'è Gallina, in provincia di Reggio Calabria, ma anche
Strangolagalli, a venti chilometri da Frosinone, Quaglietta nell'Avellinese e Pollastra nell' Alessandrino: non mancano davvero i paesi
che in Italia devono il proprio nome a uccelli, volatili e pennuti di ogni genere.
Unendo due passioni, quella per la filatelia e quella per la toponomastica, il collezionista privato Gianfranco Gurian di Martellago
(Venezia) ha messo insieme una serie di documenti, reperti e testimonianze che da oggi sono in mostra a Trieste, in una singolare
esposizione nella sala centrale del «Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa».
In pratica - spiega la direttrice del museo triestino, Chiara Simon - l'origine delle località «è ricercata attraverso l'uso, assolutametne
originale, di documenti filatelici quali francobolli, cartoline, lettere e timbri rossi».
La mostra è divisa in quattro sezioni. Nella prima ci sono le località che traggono il nome direttamente da quello di un uccello, come
Monfalcone (Gorizia), che si richiama ai falchi pellegrini, Montepaone (Catanzaro), che trae spunto ovviamente dal pavone, e Nibbiola
(Novara), che deve il suo nome al nibbio reale. Spesso bisogna anche tornare all'origine latina dei nomi, ad esempio per Ardea (Roma),
che si richiama all'airone, o per Cessa Palombo (Macerata) che deriva dal latino «cesa palumbus» che letteralmente significa «bosco
del colombo».
Ci sono poi le località (raggruppate nella seconda sezione) che traggono il nome da un uccello per casuale omonimia, ad esempio
Albanella (Salerno) o Cicagna (Genova) che nel tempo, grazie all'idea di un arguto cittadino, è diventato «il paese delle cicogne».
Nella terza sezione uccello e toponimo derivano il nome dal medesimo soggetto, come Marzolara (Parma), dove nel mese di marzo
arrivano appunto le marzaiole per nidificare.
Infine, nella quarta sezione, ci sono i paesi il cui nome è in qualche modo legato al mondo avicolo, come Gabbiana (Mantova),
Pennabilli (Pesaro), Ala (Trento) e Gabbioneta (Cremona).
Non mancano le chicche guardando questa mostra intitolata «Uccelli nella toponomastica italiana». Una lettera, inviata a Oriolo
Romano (Viterbo), risale addirittura al 1635, ovvero all'epoca cosiddetta prefilatelica: il francobollo è stato inventato soltanto nel 1840, in
Inghilterra.
Un documento del 1774 dimostra invece che in Finlandia si applicavano sulle lettere, con il sigillo di ceralacca, delle penne di uccello:
una penna significava urgente, due urgentissimo e tre «correre notte e giorno per consegnarla».
Davvero altri tempi, quelli in cui un messaggio poteva essere affidato persino a un efficiente piccione viaggiatore.
La mostra resterà aperta fino al 6 ottobre. (ANSA).
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